Roma è sede degli incontri tra la delegazione libanese e quella israeliana e si è parlato anche della possibilità che tocchi proprio all’Italia controllare l’applicazione dell’accordo, che prevede la cessione all’esercito libanese di alcune aree del territorio occupate dall’IDF. Che ruolo sta avendo il nostro Paese in questa crisi?

Credo che l’Italia, in questo momento particolare, stia dando un importante contributo. La pace e la stabilità del Libano sono al centro dell’azione diplomatica italiana, attraverso i contatti politici con tutte le parti interessate e i principali attori regionali e internazionali. Le ultime due sessioni dei colloqui diretti tra le delegazioni libanese e israeliana si sono svolte a Roma e questo è il riconoscimento della credibilità che l’Italia vuole rafforzare nel Paese e in tutta la regione.

L’Italia è da tempo in prima linea per la sicurezza del Libano, con la partecipazione a UNIFIL e la missione bilaterale MIBIL, che contribuisce alla formazione delle forze armate libanesi. E guardiamo anche alle fasi successive a UNIFIL, partecipando alle riflessioni per definire il contributo che la comunità internazionale potrà continuare a dare in Libano. L’obiettivo è creare le condizioni perché il Libano possa tornare a essere pienamente stabile e sovrano.