Per combattere il «logorio della vita moderna» e i tempi schizofrenici delle chat, un ingegnere di New York ha sviluppato un’app che consegna e riceve messaggi con i tempi dilatati di un piccione viaggiatore: come funziona
Dall’avvento della messaggistica istantanea (risalente ormai a tre decenni fa), il mondo digitale ci ha sempre abituati a ritmi forsennati, botta e risposta frenetici e risposte pressoché immediate, sommersi in continuazione dalle notifiche delle app: una situazione che inevitabilmente genera stress e stati ansiosi, da entrambi i lati della comunicazione.
Partendo da questo presupposto, alcuni sviluppatori hanno deciso di mettere a punto un’app che invia (e riceve) messaggi con una velocità paragonabile a quella di un piccione viaggiatore, in un’epoca lontana dove i messaggi arrivavano ore (se non giorni) dopo.
Un «analogico» salto all’indietro, per così dire, che permette agli utenti che ne fanno uso di rallentare quei ritmi a cui siamo abituati da tempo, e ritrovare una dimensione più umana. Una di queste app si chiama Carrier Pidge, e tra le altre cose consente di tracciare il piccione in tempo reale con un sistema Gps, alla stregua di quel che succede con i rider di food-delivery, mentre viaggia ad una sostenuta velocità (virtuale) massima di circa 177 kilometri orari.Sulla base di quest’ultimo dato, è facile stimare i tempi di consegna, che varieranno in base alla distanza geografica tra i due interlocutori: all’interno della stessa città il messaggio arriverà nel giro di pochi secondi, mentre bisognerà attendere qualche ora per «planare» da punti opposti di uno stato. Il suo creatore Noah Iarrobino, ingegnere software di New York ha utilizzato l’app per inviare una foto dell’attore Danny DeVito in «C’è sempre il sole a Philadelphia» ad un suo amico, residente a Chicago: per arrivare a destinazione, il «piccione viaggiatore digitale» ha impiegato circa 8 ore e 49 minuti.








