HomeRavennaCronacaLa Festa dell’Unità. Carica di mille volontari: "Io sono qui dagli anni ’70"Una tradizione che si rinnova, tra entusiasmo, politica e cappelletti "Noi cerchiamo di trasmettere la passione per questi eventi di comunità" .Una tradizione che si rinnova, tra entusiasmo, politica e cappelletti "Noi cerchiamo di trasmettere la passione per questi eventi di comunità" .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’è chi ogni anno le ferie le usa per essere qui a dare una mano e chi arriva oggi per la prima volta, chi il volontario lo fa dagli anni ’70 e chi, da questi tendoni con l’odore di ragù e crema fritta sotto il naso, ha visto il mondo cambiare. Sono quasi mille i volontari che rendono possibile la Festa dell’Unità di Ravenna, due mesi e mezzo di lavoro per essere pronti da stasera al 7 settembre ad accogliere chiunque arrivi al Tiro a Segno di via Pag.
"Ho iniziato nel 1970, prima facevo il pesce e poi mi sono specializzato come tecnico del ragù", scherza Roberto Menghi, 77 anni. E proprio quest’anno alcune specialità di pesce tornano nel menù. "I ricordi più belli – continua – sono di quando la Festa era all’ippodromo: allora sì che eravamo grandi. Ma anche qui le persone vengono volentieri". Se Menghi di comizi ne ha sentiti talmente tanti da non avere un ricordo in particolare a cui è legato, c’è qualche altro volontario di vecchia data che dietro scherza ricordando con piacere quando venne Maria Elena Boschi, "anche se non si può dire". Per Nazzarena Piacenti, sfoglina di Porto Fuori che qui si occupa della cucina, il ricordo più bello è di poco tempo fa, quando venne il presidente della Regione Michele de Pascale e, riconoscendola, si inchinò: "Non ci potevo credere, sono rimasta spiazzata racconta". Piacenti ha tre figli, "ma purtroppo la pensione tarda ad arrivare, anche se sono già grandi – racconta– e perciò non riescono a venire qui ad aiutare. Ogni tanto vengono i miei nipoti". "Noi cerchiamo di trasmettere la passione – continua – per questi eventi di comunità, ma al giorno d’oggi è più difficile: è un brutto momento, c’è troppa cattiveria in giro". La consigliera comunale Michela Venturi, 28 anni, fa la volontaria al ristorante della Festa insieme ai circoli della provincia. "Ho iniziato a venire da piccolissima con i miei genitori, anche loro sono qui da qualche parte. Poi, da un po’ più grandina ho iniziato a servire. Un ricordo? Noi camerieri che rubavamo le patatine dalle friggitrici per mangiarle durante il servizio".








