di
Silvia Turin
Un nuovo studio conferma l’ipotesi che affidare i ricordi alla galleria foto danneggi la memoria degli eventi (o delle relative informazioni). E non ci sono benefici compensativi: la mente non risulta più efficiente in altri compiti
Alla fine dell’estate la memoria dei nostri telefonini si sarà arricchita di decine, centinaia di nuove foto: viaggi, tramonti, eclissi, amici e parenti in vacanza, opere dei musei. Molti scatti, forse quasi tutti, non verranno rivisti a meno che non appaiano nei «ricordi» dei vari gestori di immagini.
Uno studio dei ricercatori della Binghamton University, pubblicato sulla rivista Memory & Cognition, ha voluto capire meglio se scattare foto può compromettere la memoria relativa alle occasioni o agli oggetti fotografati.






