Calibra la lente sulla ripartenza. Mette a fuoco i nodi da sciogliere in un contesto locale fortemente condizionato dagli scenari internazionali: vale per la moda e l’oro, vale per la metalmeccanica e la logistica "appesa" all’altalena del carburante. Alessandro Tracchi segretario provinciale della Cgil traccia la mappa delle vertenze e proietta andamento e preoccupazioni sull’autunno all’orizzonte.

Tracchi, che ripartenza è? "Una ripartenza molto attenzionata, siamo dentro due anni di crisi strutturale che investe, ad esempio, il settore moda e trascina anche quello degli accessori. Si aggiungono elementi congiunturali: l’effetto delle guerre sui mercati di riferimento, come la Russia per le aziende valdarnesi o Dubai e lo scacchiere mediorientale per il distretto orafo, penalizzato anche dai dazi americani. Ulteriore peso: i rincari del petrolio e le previsioni sull’aumento dei costi energetici".

In pratica un disastro? Qual è il termometro del distretto moda? "Non un disastro ma un quadro da attenzionare con grande cura. Anche perché il perdurare della crisi compromette la tenuta dell’occupazione".

In che modo? "Molte aziende, del distretto della moda arriveranno a terminare la cassa integrazione e gli strumenti messi in campo dalla legge per evitare licenziamenti. Qualche avvisaglia c’è in Valdarno, ad esempio ha chiuso un’azienda e si sono persi trenta posti di lavoro. Il rischio è l’attivazione delle procedure di licenziamenti collettivi per le imprese che terminano gli ammortizzatori sociali. Qualche segnale lo abbiamo già percepito. Ovviamente ci sono aziende virtuose. Ma c’è dell’altro…".