Ha fatto discutere la notizia dei quattro assistenti bagnanti sanzionati durante i controlli estivi della Guardia Costiera. Nei giorni scorsi, gli ufficiali dell’Ufficio Locale Marittimo di Senigallia hanno elevato quattro verbali da 1.032 euro ciascuno ad altrettanti operatori della spiaggia. Secondo la ricostruzione formale delle autorità, i ragazzi sarebbero stati sorpresi a utilizzare il telefono cellulare durante l’orario di sorveglianza, configurando così una violazione delle severe norme di sicurezza balneare. Una notizia che ha fatto rapidamente il giro dei media e delle bacheche social, attirando dure critiche sull’operato dei guardaspiaggia.

I bagnini del Salvamento di Senigallia hanno scelto di rompere il silenzio per offrire una versione dei fatti radicalmente diversa da quella percepita dall’opinione pubblica. Al centro delle contestazioni mosse dagli assistenti non c’è la volontà di sottrarsi alle proprie responsabilità, quanto il desiderio di contestualizzare episodi che, a loro dire, si sarebbero svolti senza mai mettere a rischio l’incolumità dei bagnanti e adottando ogni precauzione. Le questioni sollevate riguardano due fronti. Il primo è l’uso dello smartphone: i bagnini precisano che le chiamate sono state effettuate esclusivamente in modalità vivavoce. I telefoni erano posizionati in modo da non creare distrazioni visive, mantenendo lo sguardo costantemente fisso verso il mare aperto. A sostegno di ciò, viene citato un episodio specifico in cui un assistente, prima di rispondere a una telefonata importante, ha effettuato un controllo preventivo a bordo del pattino di salvataggio oltre gli scogli, verificando l’assenza di pericoli. Il secondo punto riguarda l’allontanamento temporaneo dalla postazione per bisogni fisiologici, costato a uno di loro un’altra multa da 1.000 euro. Gli assistenti sottolineano di aver seguito alla lettera le procedure: sono state effettuate le dovute comunicazioni via radio alle torrette limitrofe ed è stato predisposto il cambio delle bandiere per non interrompere la continuità del servizio. Ciò che la categoria fatica ad accettare è il mancato confronto preventivo con la Capitaneria, che avrebbe notificato i verbali senza concedere spazio a un chiarimento. A pesare è anche l’eco mediatica, giudicata incompleta e distorta, che ha scatenato un’ondata di commenti d’odio sui social. Ad occuparsi della vicenda sono stati anche alcuni media nazionali. I bagnini ribadiscono la massima professionalità del loro lavoro quotidiano e, pur mantenendo aperto il canale del dialogo con le autorità, chiedono solo di essere ascoltati affinché le valutazioni future si basino su una comprensione totale dei fatti.