Scoppia la bufera politica sui cartelli imbrattati in città. Le parole del sindaco Lorenzo Fiordelmondo, che ha additato i "fascistelli di casa col pennarello nero" per lo sfregio alle icone no-gender sulla cartellonistica dei nuovi bagni pubblici in centro, hanno mandato su tutte le furie l’opposizione.

Sferzante la lettera aperta del consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Grassetti: "Ho troppa stima nella Sua persona per credere che quel post l’abbia scritto di Sua mano – attacca Grassetti –. Lei sa bene che l’imbecillità non ha colore politico e ascrivere certi comportamenti a una fazione è solo propaganda di basso livello. Visto che si dice certo dell’identità e della fede politica dei responsabili, perché non li denuncia? O lo fa, oppure è meglio si astenga da attribuzioni generiche, ingiuste e piagnerecce. Tertium non datur. Chi è responsabile in città dell’ordine e della sicurezza per prevenire certi comportamenti inurbani? È Lei! Asciughi le lacrime e faccia il Suo dovere".

Mre Jesi parla di un "gioco vecchio e strumentale" per sferrare attacchi ed erigersi a "vittima di odio politico". I Repubblicani contestano i risultati delle iniziative civiche: "Si sono riempiti la bocca di ‘Jesi Educa’ e ‘Cittadinanza Attiva’: dopo 4 anni questi i risultati? Questo gesto potrebbe far parte del disagio giovanile o essere opera degli ubriachi che di notte rendono pericolose le nostre vie, ma a quanto pare i colpevoli sono già stati identificati nei soliti ‘fascistelli’".