Claudio Cecchetto, lei sarà ospite domani sera a Castelfidardo per la nuova edizione di Rocville, un festival che unisce la grande musica all’inclusione sociale e alla beneficenza. Che effetto fa salire su un palco che ha una missione così nobile?
"Fa un effetto bellissimo – spiega il produttore e dj – ed è il motivo principale che mi ha spinto ad accettare l’invito del direttore artistico Nicola Pigini. La musica ha sempre avuto il potere di unire le persone, ma quando si trasforma in un aiuto concreto per realtà del territorio che si occupano di disabilità e inclusione, allora acquista il suo valore più alto. Sapere che il divertimento di una serata si trasforma in un sostegno per associazioni eccezionali è la parte più gratificante del nostro lavoro".
A Rocville condividerà il palco con Paolo Ruffini e tantissimi dj e artisti. Che tipo di viaggio farete fare al pubblico sotto la luna di San Rocchetto?
"Sarà un vero e proprio viaggio nella musica. Ripercorreremo l’energia e le vibrazioni nate negli anni ‘70, attraversando poi gli anni ‘80 e ‘90 che hanno fatto ballare e sognare intere generazioni. Con Paolo Ruffini c’è una grandissima sintonia: lui porterà la sua travolgente ironia e io i miei ricordi e le mie hit".







