HomeMassa CarraraCronacaRitorno alla... morra. Il borgo di Bibola accende le voci dei giocatoriDomenica l’antico gioco che sfida concentrazione, memoria, riflessi e strategia. Una giornata per tutti con visita guidata, conferenza e cena conviviale.Una partita di morra nel borgo di Bibola lo scorso anno (da Facebook)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNel fine settimana tornano a risuonare tra le pietre del borgo di Bibola le caratteristiche voci della morra, un gioco antico tramandato di generazione in generazione, una tradizione capace di riunire intorno a un tavolo persone provenienti da paesi diversi. E domenica quelle voci torneranno a farsi sentire con la quarta edizione de “Il Gioco della Morra“, organizzata dall’associazione SiAmoLunigiana Aps, con il patrocinio del Comune di Aulla e il contributo del Consiglio regionale della Toscana.
La manifestazione nasce dalla volontà di riportare al centro della vita del borgo una delle tradizioni popolari che più hanno caratterizzato la storia recente di Bibola. Non è un caso che proprio qui, nel 1989, si sia disputata quella che viene ricordata come la prima partita ufficiale di morra, mentre l’anno successivo il paese ospitò la prima Coppa Italia. Per anni Bibola è stata un punto di riferimento per gli appassionati, capace di richiamare giocatori e curiosi anche da molto lontano. Poi sono arrivati gli anni della pandemia e una tradizione che sembrava rischiare di perdersi. A riportarla in vita è stata anche la famiglia Tarca, nel ricordo di Cesare Tarca, figura profondamente legata alle competizioni di morra e alla vita del paese.









