Sarà da qualche parte là, nella curvatura spazio-temporale della Time Warp ad aspettarci. Avanti, sicuramente, come Tim Curry sapeva essere. L’attore britannico se ne è andato ieri, a 80 anni, nella sua casa di Los Angeles. Quel Dr. Frank-N-Furter che nel cult The Rocky Horror Picture Show predicava: "Non sognatelo, siatelo". Rivoluzionario dei costumi, in Italia riattivati nelle tinte sbiadite di Damiano David dei Måneskin, virile e "dolce", come solo "un travestito di Transsexual, Transylvania" in calze a rete e guêpière sa essere. Una questione di “costume“, a tutto tondo. Janet Weiss (Susan Sarandon) e Brad Majors (Barry Bostwick), coppietta di promessi sposi ancora vergine, si troveranno a fronteggiare un dottor Stranamore che maneggia una bomba di sessualità liberatoria. Frank-N-Further, bisex con rossetto, finirà per portarli entrambi a letto. E con lo scienziato i due scopriranno i vortici peccaminosi – perché votati al solo piacere – che la chimica non bigotta (siamo ancora negli anni ’70) può azionare.
Prima sul palco di Richard O’Brien con The Rocky Horror Show nel 1973, poi sullo schermo di Jim Sharman nel 1975, Dr. Frank-N-Furter fu soltanto l’antipasto dei trucchi – da maestro – che Curry avrebbe sfoggiato. Nato nel 1946, laureato in arte drammatica e letteratura inglese all’Università di Birmingham, nel 1968 calcò i suoi primi palcoscenici professionali nel cuore del teatro londinese, il West End. Fu lì, nel musical Hair nei panni di un hippy, che incontrò Richard O’Brien. Qualche anno più tardi sarebbe stato proprio O’Brien a chiamarlo per un’audizione destinata a cambiargli la vita: quella dello scienziato pazzo e sexy con le pudenda in vista. E travestito, nella sua carriera, Curry lo è stato in plurime occasioni. Sodalizio totale con l’arte: maschere al quadrato.










