CortonantiquariaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 26 agosto 2026 – La collezione immaginaria di un appassionato d’arte, incontro con l’antiquario genovese Pietro Porcelli. Lunedì 31 agosto ore 17.30 al Centro Convegni S. Agostino a Ingresso libero nell’ambito di Cortonantiquaria 2026. Da quali opere sarebbe composta la collezione immaginaria di un appassionato d’arte, se tutte le opere possibili fossero disponibili? L’antiquario genovese Pietro Porcelli seleziona un capolavoro per secolo a partire all’anno 1099 - due per il Cinquecento - e crea una sua collezione ideale. Appuntamento al Sant’Agostino lunedì 31 agosto alle 17.30. Un tema singolare, e una altrettanto singolare collezione immaginaria quella di cui racconterà Pietro Porcelli, che sceglie una rosa di opere a partire dall’anno 1099, quando fu eseguita l’epigrafe di fondazione del Duomo di Modena, scolpita da Wiligelmo nel marmo. Questa è la prima maestosa opera della collezione ideale.

Per il XII secolo, ecco il celebre "smalto di Klosterneuburg", l'Altare di Verdun, capolavoro di oreficeria e smaltatura medievale realizzato a partire dal 1171 da Nicola di Verdun, oggi custodito nella Abbazia di Klosterneuburg, antico monastero situato in Austria a nord di Vienna e affacciato sulle rive del Danubio. Il terzo oggetto, che rappresenta il XIII secolo, è un libro: la Bibbia del diavolo, risalente al 1229. Il più grande manoscritto medievale esistente al mondo. Creato in Boemia, oggi è conservato presso la Biblioteca nazionale svedese a Stoccolma. Il manoscritto fu preso come bottino di guerra dall'esercito svedese durante la Guerra dei trent'anni. È conosciuto col nome di Bibbia del Diavolo per la grande illustrazione del demonio in esso contenuta e per la leggenda intorno al fatto che l'autore, per scriverlo, abbia richiesto l'aiuto del demonio. Arriviamo al XIV secolo: l’opera che per Porcelli rappresenta il secolo è il Polittico Stefaneschi di Giotto, risalente al 1320 e oggi ubicato ai musei Vaticani. Qui per la prima volta viene raffigurato il donatore con l’opera in mano.