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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che farà un’esenzione ai dazi per l’importazione di 300mila tonnellate di carne di manzo macinata nei prossimi tre mesi. È un modo per cercare di ridurre il prezzo della carne negli Stati Uniti, che negli ultimi anni è molto aumentato, provocando lo scontento dei consumatori.

L’annuncio però ha provocato lo scontento di altre categorie: anzitutto gli allevatori statunitensi, che temono la concorrenza delle carni estere, e poi deputati, senatori e candidati Repubblicani che alle elezioni di metà mandato del 3 novembre devono competere per seggi in aree rurali del paese, dove l’allevamento è un settore economico importante. La questione dimostra inoltre come per Trump sia relativamente facile imporre dazi, ma più difficile toglierli, proprio perché così rischia di scontentare le aziende americane che ne sono state favorite.

Trump ha annunciato l’accordo per l’importazione dicendo che «abbasserà il prezzo della carne macinata per le famiglie americane che lavorano», e che la carne sarà venduta a un prezzo calmierato del 25 per cento rispetto agli attuali valori di mercato. Negli Stati Uniti il prezzo della carne è aumentato del 24 per cento da quando Trump è tornato alla presidenza, nel gennaio del 2025, a causa di una riduzione delle mandrie, di maggiori costi di produzione e della siccità dei pascoli. La dimensione del bestiame nazionale negli Stati Uniti (cioè di tutti i bovini da allevamento presenti sul territorio) è ai minimi dagli anni Cinquanta.