di
Marco Molino
Da anni gli abitanti dell'area attendono la riqualificazione della zona che mostra rovi e immondizia in un cantiere che doveva concludersi nel 2022
Un bambino corre felice tra le aiuole ben curate del Parco della Marinella. Ma attenzione: è solo una fantasia, un’immagine creata col computer. Per ora infatti dominano i cespugli e i rifiuti nell’area di 30 mila metri quadrati antistante il porto di Napoli, lungo via Vespucci, in cui il Comune dovrebbe realizzare giardini, fontane e strutture per i più piccoli. Da oltre vent’anni gli abitanti del quartiere attendono la riqualificazione di quello che nel tempo è stato un accampamento Rom e un rifugio per tossicodipendenti. Lavori cominciati e interrotti più volte, mentre le elaborazioni virtuali del futuro parco stridono con la realtà.
Intendiamoci: quando si presenta un progetto architettonico o un riassetto urbano, disporre di un modello digitale (il cosiddetto rendering) può essere utile per inquadrare visivamente ciò che sarà realizzato a conclusione dei lavori. Ma quando questa conclusione, per motivi vari, non giunge mai, il suggestivo rendering si trasforma quasi in una provocazione, una beffa difficile da digerire per chi deve fare i conti con l’attualità di un degrado apparentemente inestirpabile.






