Berlino, 26 agosto 2026 – Timori a Francoforte, dove un dipendente dell'aeroporto è deceduto a seguito di un'infezione da malaria e altri 5 risultano contagiati. "Purtroppo possiamo confermarlo", ha dichiarato un portavoce di Fraport. "Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio ai familiari del defunto". La causa dell'infezione sarebbe da ricercarsi in zanzare importate. La notizia era stata riportata in precedenza da hessenschau.de. A metà luglio, l'Istituto Robert Koch (RKI) aveva confermato un focolaio di quattro casi di malaria tra i dipendenti dell'aeroporto. "Le persone colpite si sono ammalate tra il 4 e il 6 luglio 2026", scrive l'RKI nel suo ‘Bollettino epidemiologico’.
Il ministero della Salute italiano "sta monitorando la situazione. Il rischio è basso per la popolazione italiana", riferisce in una nota il dicastero, dove viene spiegato "che l'Italia è stata immediatamente allertata dalla Germania tramite il sistema Ewrs (Sistema di allarme rapido) e che, di conseguenza, sono stati allertati gli Usmaf, gli Uffici di Sanità Marittima, aerea e di frontiera italiani". L'esterno dell'aeroporto di Francoforte (iStock)
Per Matteo Bassetti, infettivologo e professore di Malattie infettive all'Università di Genova, il caso di Francoforte, spiega all'Adnkronos Salute, "è un campanello d'allarme: bisogna sorvegliare i voli a rischio e prestare attenzione ai passeggeri sintomatici, sia quelli provenienti da Paesi endemici sia quelli semplicemente transitati". La malaria aeroportuale "è una forma che conosciamo: attraverso gli aerei e i bagagli provenienti da Paesi, dove la patologia è endemica, può arrivare anche la zanzara Anopheles e restare nell'area dell'aeroporto, contagiando lavoratori o passeggeri". Esiste anche la cosiddetta "malaria da bagagli": "Difficile che la zanzara possa riprodursi, ma in condizioni favorevoli può vivere per un tempo determinato e colpire, come accaduto nello scalo di Francoforte”. L'epidemiologo Gianni Rezza (Ansa)










