Uefa, Afc e Concacaf, in quanto confederazioni, avevano già alzato la voce nelle settimane precedenti, fino a iniziare a progettare possibili competizioni alternative. Così hanno trascinato anche i singoli Paesi, inclusa l’Italia. “Questa scelta intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della Figc, in piena condivisione con la Uefa e con il suo presidente Aleksander Ceferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali”, si legge nella nota della Federcalcio.Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha spiegato la decisione richiamando i principi che, a suo avviso, dovrebbero guidare il calcio internazionale: “Continueremo a lavorare al fianco dell’Uefa e delle altre federazioni europee per promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi. Ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino ad ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti”. Mentre il fronte europeo si allarga, restano ancora da capire le posizioni delle singole federazioni in Asia e Nordamerica, decisive per gli equilibri del voto di marzo.