C’è voluto un po’ di tempo, ma dopo un lungo percorso il mondo delle istituzioni e delle imprese si è posto nella condizione di riconoscere l’importanza e il valore dei biodiversity risk per la società e per le imprese. Non è solo una questione legata alla sensibilità per la natura che è presente da tempo, si tratta – pragmaticamente – di una questione che attiene direttamente e indirettamente all’impatto che l’evoluzione della biodiversità può avere sul business delle imprese nella forma di nuovi rischi e alla capacità di misurare questi rischi.Indice degli argomenti
In cosa consistono i biodiversity riskQuali sono le cause dei biodiverity risk e perché sono importanti per le imprese?Cosa dice la TNFD Taskforce on Nature-related Financial DisclosuresBiodiversity risk e doppia materialità: quale legame?Un esempio di soluzione digitale per analizzare e comprendere la relazione con la naturaCome trasformare i rischi in opportunità di nuove forme di sviluppoIn cosa consistono i biodiversity riskI biodiversity risk si riferiscono alle minacce, alle incognite e alle conseguenze che la perdita di biodiversità può comportare per gli ecosistemi, per le organizzazioni, le imprese, le economie e più in generale per la società. Dalla biodiversità, nella quale rientrano tutte le varietà di forme di vita sulla Terra, dipende il corretto funzionamento di tutti gli ecosistemi sui quali facciamo affidamento per le nostre necessità quotidiane e per le attività economiche. Agli ecosistemi fanno riferimento la disponibilità e la qualità dell’acqua, la fertilità del suolo, le tante forme di protezione rispetto agli eventi metereologici o alla stessa evoluzione del clima.I biodiverisy risk hanno evidentemente un impatto diretto, dal punto di vista economico, su tutto il mondo agrifood e sulle filiere del mondo agroalimentare. La biodiversità è infatti un fattore determinante per garantire la sicurezza alimentare. La perdita di impollinatori, che rientra nei biodiversity risk, può ad esempio compromettere la qualità della produzione agricola, mentre in campo medico, a fronte di una biodiversità che contribuisce direttamente alla creazione e alla gestione di trattamenti medici i biodiversity risk comprendono i rischi di produzione per quei farmaci che derivano da composti naturali legati alla disponibilità di piante e animali.Quali sono le cause dei biodiverity risk e perché sono importanti per le imprese?L’inquinamento, le attività che distruggono o cambiano gli habitat naturali, lo sfruttamento indiscriminato di risorse naturali, la costruzione di infrastrutture che non tengono conto delle specifiche caratteristiche naturali o ancora l’introduzione di nuove specie animali o vegetali che competono con le specie autoctone sono alcune delle tante cause dei biodiversity risk. Rischi che impattano direttamente e indirettamente sugli ecosistemi dai quali dipendono poi le condizioni di vita, di benessere e di capacità produttiva di comunità e imprese.Il grande tema, a fronte della consapevolezza dei rischi legati alla biodiversità e delle possibili conseguenze, è nella capacità di monitorarli, misurarli per poi prevenirli e gestirli. Considerando inoltre che i biodiversity risk sono una minaccia diretta alla resilienza degli ecosistemi ai cambiamenti climatici ecco che la capacità dei territori di mantenere, proteggere e consolidare ecosistemi diversificati rappresenta anche una capacità di mitigazione e di adattamento.Cosa dice la TNFD Taskforce on Nature-related Financial DisclosuresLa necessità di introdurre i principi e i valori relativi all’impatto sulla natura era limitata sino a qualche tempo fa a poche aziende. Grazie al lavoro di organizzazioni come la TNFD, Taskforce on Nature-related Financial Disclosures è stato sviluppato e divulgato un insieme di raccomandazioni, di guidelines, di best practices per la misurazione, l’analisi, la valutazione e la successiva divulgazione di rischi, ma anche di opportunità legate alla natura (A questo proposito si suggerisce la lettura dell’intervista a Tony Goldner, Executive Director della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures TNFD qui n.d.r.).In queste raccomandazioni rientrano in larghissima misura i biodiverity risk che vanno a completare il quadro dei temi nature-related che stanno entrando nel processo decisionale delle imprese e che hanno lo scopo ultimo di indirizzare e sostenere la transizione di flussi finanziari verso progettualità pensate per avere (anche) un impatto positivo sulla natura e per ridurre i biodiversity risk.Biodiversity risk e doppia materialità: quale legame?La perdita di biodiversità non rappresenta soltanto un problema ambientale, ma un rischio sempre più rilevante per le imprese e per la loro capacità di creare valore nel tempo. È proprio questa doppia dimensione a rendere i biodiversity risk particolarmente importanti nell’analisi di doppia materialità.La prima prospettiva è quella della materialità d’impatto, che considera gli effetti positivi e negativi dell’impresa sulla natura. Attività produttive, consumo di acqua, utilizzo del suolo, inquinamento, approvvigionamento di materie prime e trasformazione degli habitat possono contribuire alla perdita di biodiversità, anche attraverso la supply chain.La seconda riguarda invece la materialità finanziaria. Le imprese dipendono dai servizi ecosistemici per disponibilità di acqua, fertilità dei suoli, materie prime, impollinazione e regolazione del clima. Il deterioramento degli ecosistemi può quindi tradursi in scarsità delle risorse, aumento dei costi, interruzioni produttive e maggiore vulnerabilità delle catene di fornitura.Le due prospettive sono inoltre strettamente collegate prima di tutto attraverso l’analisi di materialità. Un’impresa che esercita una forte pressione sugli ecosistemi può contribuire al loro degrado e, nel tempo, ritrovarsi esposta alle conseguenze economiche di quello stesso deterioramento. A questi fattori si aggiungono rischi normativi, reputazionali e di mercato, legati alla crescente attenzione verso la tutela della natura.Nella doppia materialità diventa quindi necessario individuare impatti, dipendenze, rischi e opportunità legati alla biodiversità, valutando non solo le attività dirette ma anche le relazioni lungo la catena del valore. Particolarmente importante è la dimensione geografica: gli impatti sulla natura dipendono infatti fortemente dal luogo in cui avvengono e dalla vulnerabilità degli ecosistemi interessati.Integrare i biodiversity risk nella doppia materialità permette così di trasformare la biodiversità da tema prevalentemente ambientale a variabile strategica di gestione del rischio, mettendo in relazione ciò che l’impresa provoca sulla natura con ciò che la perdita di natura può provocare sull’impresa.Un esempio di soluzione digitale per analizzare e comprendere la relazione con la naturaIn questo scenario, la misurabilità dei biodiversity risk assume un ruolo determinante per la gestione delle imprese più esposte e per le loro attività di rendicontazione ed è qui che si colloca la piattaforma di Dunya Analytics che punta a innovare le modalità con cui le aziende misurano, analizzano e gestiscono il loro impatto sulla natura. La piattaforma è stata progettata per combinare analisi complete sui fattori che impattano direttamente sulla biodiversità con la identificazione dei fattori di rischio tipica delle soluzioni di risk management per circoscrivere, monitorare e valutare i rischi naturali relativamente alle attività di business.La soluzione di Dunya Analytics è allineata ai principali framework di riferimento per la gestione sostenibile delle imprese a partire appunto dalla Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), per comprendere anche la CSRD Corporate Sustainability Reporting Directive e la Science Based Targets Network (SBTN). La piattaforma è stata realizzata sulla base di una metodologia scence-based nella quale sono stati compresi tutti i principali set di dati sulla natura. Un sistema automatizzato è in grado di mettere in relazione i dati acquisiti sulla situazione aziendale in relazione alla natura con set di dati di riferimento per il contesto nel quale è collocata l’azienda stessa per capire il posizionamento di ciascuna realtà in funzione di specifici fattori di rischio.La soluzione propone un approccio che permette di attuare analisi approfondite dei biodiversity risk rilevando nello stesso tempo le possibili opportunità legate alla natura in funzione di modelli che indicano i bisogni e le necessità di ciascun specifico territorio.Come trasformare i rischi in opportunità di nuove forme di sviluppoLa piattaforma di Dunya Analytics punta anche a rispondere alle necessità di compliance delle imprese, ovvero ad automatizzare la disponibilità di dati nature-related ai fini della rendicontazione di sostenibilità e per la preparazione di bilanci di sostenibilità. A questo scopo la soluzione è strutturata per gestire il continuo e progressivo aggiornamento dei requisiti normativi.Nell’ambito di una nota aziendale Megan Pillsbury, CEO e Fondatrice di Dunya Analytics ha osservato come stia crescendo il numero “delle aziende che chiedono di misurare i biodiversity risk e in generale i rischi legati alla natura. La piattaforma è stata pensata per sostenere le attività delle imprese nel rispondere a requisiti ancora molto complessi dietro i quali sarà sempre più importante lavorare per trasformare i rischi in opportunità di nuove forme di sviluppo“.Dunya Analytics è una realtà nata con l’obiettivo di unire competenze in analisi del rischio, biodiversità, conoscenza delle normative e innovazione tecnologica. La piattaforma si rivolge alle aziende più attente, per varie e diverse ragioni, alle necessità di compliance ai requisiti normativi, di protezione e conservazione delle risorse naturali, e di rendicontazione anche in chiave ESG delle opportunità che si possono cogliere grazie a un impatto ambientale positivo.Articolo aggiornato il 26 agosto 2026






