L'Australia avvia la vaccinazione di 5.000 pinguini minori a Phillip Island contro l'influenza aviaria H5N1 per fermare il virus dopo i contagi accertati tra uccelli e mammiferi marini

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L’Australia sta affrontando una minaccia sanitaria senza precedenti per la sua fauna selvatica a causa della rapida avanzata del virus dell’influenza aviaria H5N1. Al centro dell’emergenza si trova Phillip Island, nello Stato di Victoria, sede di una colonia di circa 40mila pinguini minori blu (Eudyptula minor). Per tutelare questi animali alti circa 30 centimetri, le autorità sanitarie e i ricercatori guidati da James Todd, responsabile della biodiversità locale, e Catherine Basterfield, amministratrice delegata del Phillip Island Nature Parks, hanno avviato un piano straordinario.

L’operazione punta a somministrare 10mila dosi di vaccino a un target di 5.000 pinguini distribuiti tra Phillip Island e la spiaggia di St Kilda. La somministrazione prevede un ciclo a due dosi a distanza di tre o quattro settimane: gli esemplari vengono intercettati la sera mentre risalgono dalla spiaggia, trattenuti momentaneamente in piccoli recinti per l’iniezione e l’identificazione con microchip, prima di essere rilasciati. L’intervento, supportato dalla ministra dell’Ambiente Jaclyn Symes, prevede un investimento finanziario pari a 2 milioni di dollari ed è volto ad attenuare l’impatto di un’epidemia che, secondo le simulazioni, potrebbe causare la perdita di una quota compresa tra 8mila e 16mila pinguini.