Martedì 25 agosto le forze israeliane hanno fatto irruzione nel centro di formazione professionale dell'Unrwa a Qalandia, nel quartiere di Kafr Aqab. È la settima operazione di questo tipo negli ultimi mesi contro questa struttura, ma la prima con l'obiettivo dichiarato di chiuderla per sempre. Lo testimonia, oltre a media locali e internazionali, il video pubblicato dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, girato seduto proprio alla scrivania che fino a poche ore prima apparteneva al direttore dell'agenzia. Nel filmato, in giubbotto antiproiettile, il ministro dice esplicitamente di aver preso il posto del funzionario Onu: rivendica di essere ora lui a "dirigere" quell'ufficio e dichiara che, "sotto la sua gestione", dell'Unrwa non resterà più nulla.Ben Gvir elenca poi a una a una le forze impiegate nel blitz - polizia, esercito, unità di frontiera in Cisgiordania e la squadra speciale del servizio carcerario - descrivendole come "unite per una grande operazione". Il ministro annuncia con i consueti toni trionfali cosa sorgerà al posto del centro: una scuola per bambini. E chiude il discorso con un giudizio tagliente su chiunque, a suo dire, sostenga il terrorismo, definendolo destinato a essere "espulso e coperto di vergogna". "Così - conclude -, funziona nello Stato di Israele".Secondo la testata israeliana Ynetnews, questa messa in scena avrebbe irritato Netanyahu, che avrebbe chiesto al ministro di non presentarsi di persona sul posto, temendo appunto che l'operazione si trasformasse in un caso diplomatico. Il premier ha comunque rivendicato la paternità politica del blitz, citando la legge del 2024 che vieta all'Unrwa di operare in territorio israeliano e accusando l'agenzia di coinvolgimento negli attacchi del 7 ottobre, un'accusa che l'Onu respinge da sempre con forza.