''L'Unrwa è nelle nostre mani''. Una foto, una frase simbolo, una bandiera issata sul Qalandiya Training Centre dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, a Kafr Aqab, quartiere arabo a Nord-Est di Gerusalemme. A darne notizia è il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir che celebra la “conquista” con un post su X. E con una nota. ''Questa mattina, ingenti forze della polizia israeliana hanno sgomberato l'Unrwa a Kafr Aqab. Unrwa è un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in attività terroristiche e che ha ripetutamente fatto da copertura a Hamas. La sovranità non si proclama, si conquista. Gerusalemme è la capitale dello Stato di Israele e tale rimarrà. Chiunque vi stabilisca dei covi del terrore verrà espulso''. L’annuncio arriva anche dal premier Benjamin Netanyahu, che ribadisce: "Lo Stato di Israele non permetterà che un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in atti di terrorismo nella strage del 7 ottobre operi sul suo territorio e agirà contro di essa con ogni mezzo". Secondo quanto riferito dalla stessa Agenzia Onu, al momento dell'irruzione sul posto erano presenti circa 20 membri dello staff. Uno sgombero forzato che l'Unrwa "condanna senza riserve”. “L'ingresso di forze di sicurezza armate in una struttura delle Nazioni Unite, senza l'autorizzazione o il consenso Onu, è inaccettabile. Il Ktc è una struttura protetta dai privilegi e dalle immunità concessi all'organizzazione dal diritto internazionale'', aggiunge il comunicato, che riporta come ogni anno, il centro offra ''a centinaia di studenti rifugiati palestinesi provenienti dai campi profughi di tutta la Cisgiordania l'accesso a una formazione professionale gratuita e un percorso verso una maggiore indipendenza economica''. L’invito alla comunità internazionale è ad agire con decisione per ''salvaguardare l'inviolabilità del Ktc e di tutte le altre strutture Onu nella Gerusalemme Est occupata''. Poche ore prima il ministero degli Esteri israeliano annunciava che la struttura da dove per anni aveva lavorato l'Unrwa è stata “trasferita” al Comune "che ha avviato oggi i lavori di ristrutturazione e sviluppo di un nuovo complesso educativo e comunitario nel quartiere di Kafr Aqab, a beneficio di migliaia di residenti arabi". Un progetto da oltre 11 milioni e mezzo di euro. Il ministero rivendica il terreno come proprietà del Jewish National Fund (Jnf) dal 1937, assegnato al Comune di Gerusalemme. D'altro canto l'Unrwa, respinge fermamente, sostenendo che il Centro di formazione di Qalandiya sia una struttura delle Nazioni Unite che, in quanto tale, resta protetta dal diritto internazionale.Secondo quanto sottolineato dalla giornalista Sarah Abu Alrob, ripresa da Al Jazeera, l'impatto umano della decisione è pesantissimo. Il centro - osserva la cronista - fornisce infatti servizi essenziali a 16 mila rifugiati palestinesi, sia quelli che si trovano nell'adiacente campo profughi di Qalandiya, sia quelli che lo frequentano da tutta la Cisgiordania occupata.Non è il primo caso in cui nelle mire dell'amministrazione Netanyahu finisce uno stabile dell'Agenzia Onu. Già a maggio, il governo Netanyahu approvava il progetto di un nuovo complesso militare nell'ex sede centrale dell'Unrwa a Gerusalemme est, demolita a gennaio.
"L'Unrwa è nelle nostre mani". Ben Gvir e Netanyahu esultano per lo sgombero della sede Onu. L'Agenzia: "Inaccettabile l'ingresso di forze di sicurezza armate senza autorizzazione"
La polizia irrompe nel centro di Kafr Aqab, a Gerusalemme Est. Il premier israeliano: "Non permetteremo che operino sul nostro territorio"















