Il 17 agosto 2026 decine di migliaia di persone si sono riunite a Trafalgar Square, nel centro di Londra, per commemorare la morte di Jason Arday, docente e ricercatore universitario. Arday aveva 41 anni ed è stato trovato morto nella sua casa nel Sud di Londra venerdì 14 agosto, in quella che la polizia londinese ha definito una morte improvvisa ma non sospetta. Da fine luglio il ricercatore era finito al centro di un feroce dibattito mediatico, che metteva in dubbio la sua carriera, i riconoscimenti professionali dichiarati, ma anche la sua persona. Per circa 20 giorni, il suo curriculum, le sue interviste e le sue dichiarazioni, il suo memoir già pubblicato negli Stati Uniti ma non uscito ancora nel Regno Unito, così come le sue conoscenze, sono stati messi al vaglio, interrogati ed esaminati per capire se davvero Arday era chi diceva di essere, e soprattutto se meritava di stare dove stava. Diventato un caso nazionale che ha riempito le pagine dei giornali britannici e non solo, il trattamento subito da Arday rivela il razzismo del populismo di destra ed estrema destra, il panico morale generato dalle destre su diversità e inclusione e sfruttato dai media, e lo svilimento di una vita per tornaconti personali.
La morte del ricercatore Jason Arday e l'accanimento mediatico scatenato dal razzismo e populismo di destra - Valigia Blu
La morte a 41 anni di Jason Arday, il più giovane docente nero mai assunto a Cambridge, è l’esito tragico di un feroce linciaggio mediatico a sfondo razzista durato oltre venti giorni. Partita da contestazioni di plagio, la stampa conservatrice ha scatenato una spietata caccia all'uomo contro la sua persona e le politiche di inclusione









