L’etologo Roberto Marchesini intervistato da La Stampa: dalla caccia alla pastorizia, il cane ha accompagnato l’evoluzione dell’uomo. E oggi il suo rapporto con noi racconta anche come sta cambiando la società
Quello tra cani e uomini è un rapporto che affonda le radici nel Paleolitico e che, secondo l’etologo e filosofo Roberto Marchesini, ha contribuito all’evoluzione della società umana. Intervistato da La Stampa in occasione della Giornata mondiale del cane, Marchesini parla di una vera co-evoluzione: l’uomo ha imparato a collaborare con un animale dotato di una straordinaria capacità di adattamento, mentre il cane ha sviluppato competenze sempre più specifiche in base alle attività umane. Dalla caccia alla protezione degli insediamenti, fino alla pastorizia, la collaborazione tra le due specie si è trasformata nel tempo in una relazione molto più profonda.
Un’alleanza cominciata nella preistoria
Per Marchesini, il cane ha accompagnato alcune delle principali trasformazioni della vita umana. Nel Paleolitico la sua presenza avrebbe aiutato le comunità nella caccia, nell’orientamento e nella sicurezza, mentre con il passaggio alla vita sedentaria il rapporto si è adattato alle nuove esigenze: proteggere le abitazioni, accompagnare le attività agricole e collaborare con i pastori. Da queste diverse funzioni si sarebbero sviluppate quelle che l’etologo definisce «protorazze», con caratteristiche differenti poi selezionate fino ad arrivare alle razze contemporanee. «In tutte le alleanze dobbiamo guardare entrambi i componenti», osserva Marchesini: da una parte un animale con una grande capacità di adattamento, dall’altra un essere umano portato a imparare e collaborare con ciò che lo circonda.








