Torino ha una storia di attenzione pluridecennale alle realtà artistiche delle nuove generazioni, uno spirito che si rinnova anche in questa stagione, guardando ad alcuni campioni dalle programmazioni dei suoi due principali teatri, lo Stabile e il Teatro Piemonte Europa.

Partiamo dal titolo scelto dal direttore dello Stabile, Valerio Binasco, per la programmazione 2026-27 , “Elisir”, ovvero, si spiega nelle note introduttive, un teatro come “potere di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia”. Volendo si può coniugare Elisir, come accade spesso, a “giovinezza” per sottolineare come lo Stabile abbia scelto meritoriamente di affidare al direttore artistico junior, il drammaturgo Diego Pleuteri, un focus ( “Energie nove” ) sulla drammaturgie di autori giovani del teatro italiano. Ci saranno Niccolò Fettarappa con “Orgasmo”, la compagnia lacasadargilla con “Escaped Alone” di Caryl Churchill per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, Valerio Aprea che interpreta il monologo “Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato ad andare in bicicletta” di Sandro Bonvissuto; Alessandro Bandini con le lettere e le cartoline inedite di Giovanni Testori ad Alain Toubas in “Per sempre”; Michele Altamura e Gabriele Paolocà dirigono “I miei stupidi intenti”, tratto dall’omonimo romanzo di Bernardo Zannoni (il TST ha due terzi dei titoli in programma sono di autori e autrici viventi). Uno stabile deve ovviamente anche rappresentare la continuità rinnovata della tradizione, per presentare, a generazioni nuove di spettatori, i classici riletti nell’ottica della contemporaneità. Su questa linea Binasco stesso firma la regia de “ Una delle ultime sere di Carnovale” di Carlo Goldoni, mentre Leonardo Lidi dirigerà porterà in scena due testi di autori del ‘900, Natalia Ginzburg e Tennessee Williams. Della scrittrice italiana, a 110 anni dalla sua nascita, dirigerà “L’inserzione”, mentre del drammaturgo americano ha scelto “Il taccuino di Trigorin” che vedrà in scena i giovani attori della scuola dello Stabile. Atteso anche lo spettacolo “L’evento” dal romanzo breve di Annie Ernaux firmato dalla regista ungherese Kriszta Székely, direttrice del Teatro Katona di Budapest e artista associata. Sul filo della storia e del patrimonio letterario italiano e della sua fucina torinese, da segnalare tra le riprese anche Valter Malosti che nei giorni della memoria 2027 riporterà in scena un suo successo, “Se questo è un uomo” di di Primo Levi.