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Gianni Santucci

Per recuperare gli arretrati più vecchi bisogna ingaggiare una battaglia amministrativa spesso inefficace, e a bilancio i fondi che potrebbero essere usati per la collettività non entrano: è una emorragia

Che fine fanno le multe che il Comune non riesce a riscuotere? Da una parte, passano agli uffici che cercano di recuperare gli arretrati. Dall’altra, a livello contabile, finiscono nel bilancio come crediti, denaro che si spera di incassare in futuro. Mentre gli uffici portano avanti le pratiche per ottenere i pagamenti (con vari strumenti: dalle risposte contro i ricorsi degli automobilisti multati, ai solleciti, alle ingiunzioni, ai pignoramenti) quei crediti continuano a galleggiare nel bilancio. Risorse virtuali, o potenziali, ma «sterilizzate»: nel senso che non vengono impegnate perché non si può fare affidamento sul loro incasso. Nell’ultimo rendiconto di Palazzo Marino, quello 2025, figurano ad esempio quasi 511 milioni per multe arretrate in attesa di riscossione. Col passare degli anni i crediti più vecchi, per i quali le possibilità di recupero in pratica si azzerano, vengono stralciati dal bilancio.

Ecco, se si sommano tutti i crediti per le multe che il Comune ha dovuto «abbandonare» negli ultimi sette anni, si materializza una cifra imponente: oltre 793 milioni che il Comune, se li avesse incassati, avrebbe potuto usare per asili, case popolari, trasporti pubblici, sicurezza stradale... E che invece centinaia di migliaia di automobilisti sono riusciti a «evadere», al contrario di chi paga subito le sanzioni. È da questo punto che bisogna partire per ricostruire lo scenario.