Il direttore della Cia, John Ratcliffe, rimane per poche ore a Mosca per colloqui riservatissimi. Washington non avvisa l'Europa, ma Zelensky (per sospendere i raid). Cosa sappiamo

Da una parte la diplomazia (con un ponte con gli Usa tramite la Cia), dall’altra il fronte della guerra che continua. Questo il duplice volto del conflitto russo-ucraino, all’indomani della visita lampo del direttore della Cia, John Ratcliffe, a Mosca.

La missione lampo di Ratcliffe

Un volo militare decollato dagli Stati Uniti, uno scalo tecnico a Riga e poi l’atterraggio alle 10 del mattino all’aeroporto Vnukovo di Mosca. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, è stato protagonista di una missione lampo di circa otto ore nella capitale russa. Si tratta della prima visita di un capo dell’intelligence americana in Russia dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, avvenuta il 24 febbraio 2022 (l’ultimo a recarsi a Mosca era stato William Burns nel novembre 2021).

Il velivolo C-17 su cui viaggiava Ratcliffe è ripartito verso la Lettonia alle 18:30. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato al Washington Post che la visita «non preannunciata» si è svolta nell’ambito di «contatti diretti tra i servizi di sicurezza». Secondo quanto ricostruito dal Financial Times e da Axios, Washington non avrebbe informato i principali partner europei della missione, chiedendo invece direttamente a Volodymyr Zelensky di sospendere temporaneamente i raid sul territorio russo per non mettere a rischio la sicurezza del funzionario americano.