HomeModenaCronacaIl giornalismo d’inchiesta. Torna Dig, tra guerra, democrazie e dirittiIntitolato "Bella Ciao" il festival che si svolgerà dal 23 al 27 settembre. In programma 30 talk show con i grandi nomi della comunicazione. Tra gli ospiti Francesca Albanese, relatrice Onu sui territori palestinesi .Uno dei talk show della scorsa edizione nella chiesa di San CarloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl titolo dell’edizione 2026, "Bella Ciao", richiama il canto partigiano e fa da cornice a tutta la manifestazione, mettendo al centro la compressione del dibattito democratico e il rapporto tra giornalismo, potere e grandi piattaforme tecnologiche. Nuovi fascismi, diritti politici, sociali e civili, crisi climatica, criminalità organizzata, povertà e guerra: sono questi alcuni dei temi affrontati da oltre cento eventi in cinque giorni.

Cuore del programma cinematografico di DIG Festival 2026 saranno i venticinque documentari finalisti dei DIG Awards, selezionati tra gli oltre 300 lavori arrivati. I premi saranno decisi dalla giuria internazionale di DIG, in cui siedono autori e produttori delle migliori testate del giornalismo di inchiesta e del documentario.

L’Associazione DIG - ETS fa sapere di essere orgogliosa di portare a Modena nella veste di Presidente della Giuria 2026 il regista croato Igor Bezinović, acclamato a livello internazionale per il suo documentario Fiume o morte! (2025), che ha vinto il Tiger Award e il FIPRESCI Award al Rotterdam International Film Festival, il premio come miglior documentario alla 38° edizione degli European Film Awards, e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti di critica. Fiume o Morte! ricostruisce l’annessione forzata di Fiume all’Italia nel 1924, servendosi di fotografie e filmati d’archivio, sequenze documentarie e rievocazioni storiche interpretate in gran parte dagli abitanti di Rijeka per raccontare il dominio fascista dal punto di vista degli occupati.