"In questi giorni di preparazione dell’evento – arrivato all’edizione numero 39 – vogliamo ringraziare uno per uno il nostro staff, composto da giovani entusiasti, alcuni dei quali anche alla loro prima esperienza lavorativa, che stanno dando un contributo straordinario alla riuscita della manifestazione". Così Rebecca Bottoni, presidente dell’associazione Ferrara Buskers Festival. La quale poi, sui social, attraverso una lettera aperta a Ferrara, ricorda la storia dell’evento, una storia da "difendere", un "patrimonio culturale da custodire, costruito con passione, coraggio e visione". Un festival che "vive perché voi lo rendete vivo e per questo vi chiedo di continuare a fare parte di questa storia. La vostra storia".

L’edizione 2026 guarda all’Oriente e costruisce un dialogo tra culture, linguaggi e tradizioni artistiche differenti, con una significativa presenza di artisti provenienti da Giappone, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Iran e da numerosi altri Paesi. "Un viaggio – si legge da una nota – che attraverserà l’intera manifestazione, senza mai perdere il carattere libero, imprevedibile e internazionale che da sempre contraddistingue il Ferrara Buskers Festival". Un viaggio originale e autentico "capace di coinvolgere e incantare migliaia di spettatori, conducendoli alla scoperta dell’arte di strada. Quella fatta “a cappello”, simbolo quest’ultimo di uno scambio che avviene tra l’artista che dona la sua performance e il pubblico che, lasciando un’offerta, ne riconosce il valore, diventando parte attiva nello spettacolo".