Dai cancelli chiusi affacciati su viale Spazzoli si intravede il disastro e in molti si fermano a scrutare, spinti dalla curiosità: sanno che quello, il parco della Resistenza, è stato l’esatto epicentro della tempesta, il punto dove le raffiche di vento, venerdì scorso, hanno raggiunto la velocità massima arrivando anche a 110 chilometri all’ora. Ieri mattina l’assessore all’ambiente Giuseppe Petetta, accompagnato da un membro della Protezione civile, ha fatto una ricognizione ufficiale: la prima di una lunga serie, dato che per ottenere lo stato di emergenza, già richiesto alla Regione dal sindaco Gian Luca Zattini, servirà una documentazione accurata.
Varcando l’ingresso di viale Spazzoli lo scenario è desolante. Nessuna alberatura – o quasi – è rimasta del tutto integra. I rami spezzati a terra sono innumerevoli, le foglie già accartocciate, molti gli apici letteralmente strappati via dal resto del tronco, sfilacciati come se un’enorme bocca li avesse divorati. Tutti i sentieri sono ostruiti. Il silenzio è totale, a eccezione del suono di una motosega: un operaio, solo, è al lavoro su un grosso ramo. "Deve liberare il sentiero – spiega Petetta – quel tanto che basta a passare con i mezzi che serviranno per le ricognizioni successive".












