Da inizio anno i titoli europei del settore farmaceutico stanno esprimendo un certo ritardo nel seguire l'evidente tonicità dell'indice generale.

Quest'ultimo infatti viene principalmente alimentato in questa fase dai titoli a maggior beta e il +4,2% espresso da inizio anno dai titoli healthcare europei si deve confrontare con un solido +13% del mercato generale.

Anche allungando lo sguardo retrospettivo a due o tre anni la sottoperformance è evidente, ma nasce da motivazioni storiche ben radicate, da cui traggono origine anche le ragioni per mantenere questa asset class in portafoglio.In linea generale in fasi di mercato caratterizzate da tassi di interesse elevati, crescente incertezza geopolitica e segnali sempre più preoccupanti sul ciclo economico il comparto farmaceutico europeo può tornare a svolgere una funzione strategica all'interno dei portafogli.

Mantiene infatti le caratteristiche tipiche dei settori difensivi, ma presenta al tempo stesso interessanti elementi di crescita e potenziali opportunità di m&a.

La principale ragione della sua natura difensiva risiede nella relativa stabilità della domanda: anche nelle fasi di maggiore difficoltà economica il consumo di farmaci è difficilmente comprimibile e questo si traduce generalmente in una visibilità sugli utili superiore alla media del mercato, caratteristica che accomuna il pharma a comparti come utility e beni di consumo di base.