Il Fmi lancia l'allarme sull'aumento degli squilibri nel commercio globale dovuti alle politiche (opposte) di Cina e Usa. «Grandi squilibri possono risolversi bruscamente attraverso inversioni dei flussi di capitale, correzioni dei prezzi degli asset e una crescita più debole, imponendo costi significativi», ha osservato l'ultimo rapporto sul tema del Fondo che ha invitato le maggiori economie globali ad «azioni simultanee» per ridurre gli squilibri.
La materia è finita negli ultimi mesi anche sul tavolo del G7.
Ma appaiono lontane soluzioni, vista la distanza tra le due maggiori potenze globali.Secondo i dati del Fmi, per la Cina il surplus delle partite correnti (ovvero la differenza tra entrate e uscite verso l'estero) è aumentato di circa 300 miliardi di dollari nel 2025, il maggiore incremento dal 2000, raggiungendo circa lo 0,6% del pil mondiale.
Il deficit delle partite correnti degli Stati Uniti si è ridotto di 69 miliardi di dollari, ma il saldo è rimasto di gran lunga il più elevato al mondo, pari allo 0,9% del pil globale, un livello superiore ai surplus combinati di Cina e area euro.Il Fmi ha rilevato che in Cina il risparmio privato resta elevato a causa di un sistema di protezione sociale debole che spinge le famiglie a essere prudenti, anche se il recente aumento dell'avanzo è dovuto soprattutto alla contrazione degli investimenti.







