Arzachena.26 agosto 2026 alle 00:40
Magistrati e periti potrebbero entrare di nuovo nella casa di Conca Entosa dove, quasi un anno fa, è stata uccisa Cinzia Pinna. A due mesi dall’inizio del processo (Corte d’Assise di Sassari) a carico di Emanuele Ragnedda arriva la conferma della possibilità di nuovi sopralluoghi nella villetta del delitto. La circostanza spiega la scelta della Procura di Tempio di non dissequestrare l’immobile all’interno del quale Cinzia Pinna è stata colpita e uccisa. La possibilità di nuovi sopralluoghi (anche con eventuale partecipazione dei giudici della Corte d’Assise) si spiega anche con il deposito delle due consulenze della difesa, firmate dal professore universitario cagliaritano, Ernesto D'Aloja, e dal perito balistico e criminalista Dario Radaelli (uno specialista noto a livello nazionale per il lavoro svolto a Garlasco, omicidio Poggi, e per la tragica fine di Yara Gambirasio). I due consulenti hanno consegnato elaborati che forniscono a magistrati e avvocati una “contro ricostruzione” del delitto del 12 settembre 2025. Mentre gli esperti del Ris ritengono che la vittima sia stata colpita da tre proiettili mentre si trovava distesa, e inerme, su un divano, per i consulenti della difesa, Cinzia Pinna quando è stata raggiunta dai colpi di pistola si stava muovendo e puntava dritta verso Ragnedda. Due tesi diametralmente opposte e su questa divergenza si decide la sorte di Emanuele Ragnedda. L’imprenditore di Arzachena, assistito dai penalisti Luca Montella e Gabriele Satta, nelle ultime settimane ha ribadito con maggiore forza la sua posizione: «Non sono un mostro, ho sparato perché sono stato aggredito».






