Tempio.13 luglio 2026 alle 00:16

Una super consulenza del perito balistico Dario Redaelli e un dossier, coperto dal massimo riserbo, con gli atti di procedimenti penali aperti a Sassari e Tempio a carico della vittima: sono i nuovi atti che entrano nel procedimento penale sulla morte di Cinzia Pinna. Oggi si apre davanti alla gup di Tempio, Federica Di Stefano il processo a carico di Emanuele Ragnedda, 42 anni, imprenditore di Arzachena accusato di omicidio volontario (con le aggravanti di crudeltà, motivi abbietti e sevizie), occultamento di cadavere, calunnia e cessione di cocaina.

La difesa di Ragnedda calerà subito le sue carte per una riscrittura del pesantissimo capo di imputazione, l’oggetto del processo è già delineabile. I penalisti Luca Montella e Gabriele Satta vogliono dimostrare che il loro assistito ha impugnato la pistola perché Cinzia Pinna (33 anni, di Castelsardo) lo ha aggredito con un coltello. Il super consulente Dario Redaelli (lo stesso del caso Garlasco, è il perito della famiglia di Chiara Poggi) ha ricostruito il momento culminante del delitto di Conca Entosa (12 settembre 2025). Secondo Redaelli (e secondo il professore universitario Enrico D’Aloja) Cinzia Pinna non è stata colpita sul divano, inerme, ma durante la presunta aggressione ai danni di Ragnedda. Per rafforzare questa tesi sono stati raccolti atti giudiziari che confermerebbero precedenti episodi che vedono protagonista la donna. Oggi si attendono le costituzioni di parte civili della famiglia della vittima (assistita dagli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu) e di Luca Franciosi, tutelato da Maurizio e Nicoletta Mani, presunta vittima di calunnia. Ha annunciato un’azione legale anche l’ex compagna di Ragnedda, Rosa Maria Elvo, assistita da Francesco Fùrnari.