Il mondo dello spettacolo, ma non solo, si è unito nel cordoglio per la morte di Dolly Parton: Jane Fonda, che aveva recitato con lei nel film 9 to 5 del 1980 si è detta «devastata» per la scomparsa della regina del country che ha chiuso gli occhi per sempre oggi a Nashville in Tennessee.
«Senza parole», anche l’altra co-star Lily Tomlin che è stata tra i primi a postare un ricordo della cantante di I Will Always Love You: una foto in bianco e nero di loro due giovani assieme.
Più lungo il messaggio di Jane su Instagram: «Dolly sarà sempre con noi perché aveva una presenza così forte, era così potente, generosa e giocosa, da essere ormai intrecciata per sempre alle nostre vite e ai nostri cuori. Siamo grati per tutto ciò che ci ha lasciato e che ora può aiutarci ad alleviare la tristezza. Era, nello stesso tempo, una ragazza del Sud maliziosa e giocherellona, e una pensatrice profonda, piena d’anima, capace di guardare dentro le persone fino a coglierne la vera essenza. Era tante cose: paroliera, cantante, polistrumentista, scrittrice, burlona, visionaria, un’amica leale che non sarebbe mai andata a dormire prima di aver riso con noi fino alle lacrime».
Omaggi sono venuti anche dalle organizzazioni per i diritty dei gay di cui Dolly era stata paladina: «Non è stata soltanto la regina della musica country, ma una vera e propria regina dell’inclusione e della filantropia. Il suo sostegno alle persone Lgbtq ha attraversato decenni: dagli anni Novanta, con la canzone Family, in cui affermava che tutti dovessero essere accolti indipendentemente dalla religione o dall’orientamento sessuale, fino alla potente ballata Travelin' Thru, scritta per il film Transamerica del 2005 e che le valse una candidatura all’Oscar; senza dimenticare il precoce sostegno al matrimonio egualitario, espresso già nel 2009, molto prima della sua legalizzazione», ha scritto la presidente della Glaad, Sarah Kate Ellis.










