Se ne è andato a 98 anni al Gemelli Medical Center di Roma. Da decenni, Pietro Rescigno viveva nella capitale, ma non aveva mai dimenticato le sue origini salernitane. Era stato proprio a Salerno che uno dei grandi maestri del diritto civile, riconosciuto anche in tante Università europee e dell’America Latina, aveva preso la maturità. Ed era rimasto così legato alla sua città d’origine da ricordare ancora a memoria, fino a qualche tempo fa, le formazioni della Salernitana degli anni ‘40.

La carriera Dopo Salerno, il professore Rescigno si era laureato nel 1948 alla Federico II di Napoli, dove i suoi maestri sono stati Francesco Santoro-Passarelli e Alessandro Graziani. Poi, quasi subito, le specializzazioni in Germania e a Cambridge. Giurista di formazione classica, attento alla tradizione romanistica, aperto anche alla comprensione del common law inglese. Inizi anni '50, l’avvio delle brillanti osservazioni sul codice civile italiano in relazione alla giovane Costituzione. Dimostrò che era un matrimonio possibile, tra norme nate in periodi e momenti diversi. Un precursore, destinato a formare decine di generazioni di giuristi, insegnando a Macerata, poi a Pavia, poi per dieci anni a Bologna fino alla Sapienza di Roma, dove fu un monumento nel diritto civile per 35 anni fino alla pensione nel 2005. Poi i corsi tenuti nelle Università di Lussemburgo e Heidelberg, i seminari in America Latina con incarichi alle Università di Lima e Bogotà. Morto Pietro Rescigno, maestro del diritto civile italiano nato a Salerno: aveva 98 anniCon pacatezza, guidava i suoi studenti al rigore scientifico sulla conoscenza delle fonti del diritto. Come con lui aveva fatto il suo maestro Santoro-Passarelli, così Rescigno assicurava ai suoi allievi libertà nella scelta dei temi, negli orientamenti scientifici, nelle metodologie. Una libertà seguita anche nelle frequentazioni-confronti con altri suoi riferimenti universitari: Alessandro Graziani e Tullio Ascarelli. Da cattolico illuminato, rispettava la libertà della persona, l'uguaglianza dei diritti, come la responsabilità nei doveri. Il suo manuale di diritto civile per il primo anno di Giurisprudenza è un caposaldo nei testi universitari, come i suoi approfondimenti in tema di privacy, diritto di famiglia, diritto di lavoro. Professore emerito di diritto civile, era socio di decine di accademie, come la Pontaniana, vicino agli Istituti filosofici e alla Fondazione Croce. Marta Herling ne ha commentato la scomparsa come «la fine di un’epoca per lo studio del diritto civile». L’uomo Quando, all’Accademia dei Lincei di cui era socio, nel 2018 gli dedicarono come si usa un «Liber Amicorum» con appassionati interventi, fu ricordata la bicicletta ricevuta in regalo quando era andato in pensione a 70 anni. «L’ho usata fino a quando ho potuto, anche se la mia compagna Adele non gradì quel dono che non teneva conto della mia età». Due figlie, due nipoti, un matrimonio alle spalle. «Ciao, papà, mi mancherai» ha scritto sui social la figlia Francesca, docente di diritto pubblico a Bologna. «Se ne va uno dei più grandi giuristi italiani, mancheranno la sua intelligenza, la sua cultura sterminata, la sua gentilezza» ha commentato Anna Maria Bernini, ministro della Ricerca e dell'Università. Amante della letteratura, del cinema, dell'impegno culturale, cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica, il professore Rescigno era rimasto male, quando altri gli furono preferiti nella nomina alla Corte costituzionale. Ma tanti sono stati i riconoscimenti ottenuti. Un maestro, definizione su cui aveva detto: «Un termine attribuito in ragione degli allievi portati alle cattedre, ma il significato più ricco è l'estensione degli allievi di un giurista a tutti quelli che lo conobbero per il suo lavoro, non solo quelli che ne ascoltarono le lezioni». I funerali a Roma, venerdì alle 11 alla chiesa della Divina Sapienza all'Università La Sapienza.