Le Forze democratiche siriane (SDF nel più noto acronimo inglese) guidate dai curdi si sono ufficialmente sciolte. Lo ha annunciato il capo delle SDF, Mazloum Abdi, confermando che è stato completato il processo di integrazione nelle forze armate regolari siriane. È il risultato dell’accordo firmato a gennaio fra le SDF e il governo del presidente siriano Ahmed al Sharaa, che prevede anche la dissoluzione delle istituzioni amministrative curde, a loro volta integrate in quelle del governo centrale.
Le SDF erano le forze armate della minoranza etnica curda in Siria, la più grande del paese, e hanno contato anche su 100mila soldati: avevano contribuito a sconfiggere lo Stato Islamico, sostenute anche dagli Stati Uniti. I curdi vivono principalmente nel nord-est del paese, ma durante la sanguinosa guerra civile iniziata nel 2011 le SDF estesero di molto il territorio che controllavano. Queste zone erano rimaste autonome dal governo di Damasco anche dopo che le forze guidate da Ahmed al Sharaa rovesciarono il regime di Bashar al Assad, nel dicembre del 2024. A gennaio, prima della firma dell’accordo, c’erano stati scontri fra le forze governative e quelle curde, prima ad Aleppo, nel nord-ovest della Siria, e poi anche nelle più ampie zone controllate dalle SDF nel nord-est.













