Una rete per la Lazio, per Gattuso e anche per riconquistare la maglia della Nazionale. C'è tutto questo nel destro con il quale Davide Frattesi ha punito il Bologna, regalando alla Lazio tre punti fondamentale alla prima in campionato, e chiuso idealmente un cerchio che lo ha portato dai primi calci nelle giovanili del club biancoceleste, abbandonate in giovane età per passare alla Roma e poi spiccare il volo nel calcio dei grandi tra Sassuolo e Inter, al ritorno in grande stile con l'aquila sul petto.
Nato a Roma - è cresciuto a Fidene, quartiere popolare dove ha mosso i primi passi da calciatore anche il suo amico Scamacca - a Frattesi è bastato uno scampolo di partita per diventare il nuovo idolo di una squadra che, mai come ora, ha bisogno di leader. Già contro il Mantova, con una manciata di allenamenti nelle gambe, il poco pubblico dell'Olimpico lo aveva applaudito al suo ingresso in campo. In quel caso, però, era arrivata solo la delusione di un'eliminazione inattesa.
A Bologna, invece, i quasi 4.000 tifosi laziali presenti lo hanno acclamato di nuovo e stavolta l'ex Inter è riuscito a regalare il lieto fine con i primi tre punti di una stagione che si annuncia molto complicata e un gol all'esordio che ha il sapore della rinascita, sua e di una squadra intera. E anche di Gattuso, allenatore sul quale dopo l'addio prematuro alla Coppa Italia si iniziavano ad addensare le prime nubi. "Sono venuto qui anche per lui. Perché in Nazionale, anche se non ho giocato tanto, l'ho conosciuto bene come uomo. Per me contano i rapporti, le persone e lui è un uomo vero. Nel calcio ce ne sono pochi, quindi se io devo dare una mano a una persona vera ci vado", ha ammesso Frattesi dopo la vittoria con il Bologna parlando proprio dell'allenatore laziale.










