SCORZÈ - Svolta nelle indagini sull'aggressione con dell'acido ai danni di una 32enne, avvenuta a Peseggia di Scorzé la sera dello scorso 26 giugno. È stato identificato un cittadino macedone di 22 anni, accusato di aver colpito la donna, forse su commissione: il giovane non era mai stato fermato prima su territorio Italiano ed è stato trovato in possesso di circa 3500 euro in contanti. Sarebbe lui l'esecutore dell'aggressione che aveva causato alla 32 enne diversi danni a braccia, volto, torace, collo.
Fermato per la prima volta in Italia L'ordinanza di custodia cautelare è stata notificata al 27enne nel carcere di Venezia, dove si trova già dal giorno successivo all'aggressione, il 27 giugno scorso, ma per un'altra vicenda giudiziaria. Il giovane infatti è stato fermato alla stazione di Santa Lucia, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria della Macedonia del Nord, che lo condannava a circa 4 anni di reclusione per furto aggravato. La localizzazione dello scorso 27 giugno è la prima in assoluto in Italia per il 22enne. L'aggressione con l'acido L'episodio risale al 26 giugno ed è avvenuto a Peseggia di Scorzè. La donna, residente a Mestre ma che si era recata a Peseggia per far visita ai propri genitori, non appena scesa dall'auto era stata raggiunta da un giovane che, dopo aver pronunciato parole incomprensibili, le aveva scagliato contro una bottiglietta contenente del liquido corrosivo, che le ha causato ustioni di secondo grado a volto, collo, torace superiore e alle braccia. L'aggressore era poi fuggito a piedi imboccando una via laterale. Nei il giorno successivo erano stati rinvenuti degli indumenti in un cantiere poco distante dal luogo dell'aggressione, che si ipotizzava potessero appartenere al responsabile. Le indagini L'indagine svolta dai Carabinieri di Scorzè e del Nucleo Operativo della Compagnia di Mestre (Venezia), ha visto la collaborazione del Ris di Parma per il confronto del Dna dell'indagato con quello rinvenuto proprio sulla maglietta e sul berretto abbandonati durante la fuga, e ritrovati il giorno seguente. Sul corpo del sospettato sono poi state notate delle ustioni da contatto con sostanza corrosiva. Inoltre, alcuni nei sul viso erano chiaramente visibili nei filmati della videosorveglianza.L'ipotesi della commissione L'ipotesi che ora gli inquirenti stanno verificando è che il 22enne sia giunto in Italia proprio allo scopo di commettere il reato e fuggire, e che l'azione si sia svolta su commissione e dietro il pagamento di denaro da parte di un mandante. E' stato infatti trovato in possesso di circa 3.500 euro in contanti, su cui ora sono in corso ulteriori approfondimenti.











