A partire dall’8 settembre, il Canada applicherà dazi doganali dal 15% al 50% su oltre 700 prodotti americani per un valore di venti miliardi di dollari, pari circa al 7% delle importazioni totali dagli Stati Uniti. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze di Ottawa in risposta alle misure varate da Donald Trump dopo l’interruzione delle trattative commerciali tra i due Paesi. Tra i prodotti presi di mira dal Canada figurano acciaio, alluminio, motociclette, lavatrici e asciugatrici, motoseghe, formaggio fuso, vongole e polpo congelato: in particolare, saranno raddoppiati i dazi su acciaio e alluminio Usa, che arriveranno al 50%, la stessa aliquota applicata da Washington su questi prodotti. Le autorità canadesi hanno giustificato la mossa come un mezzo per proteggere l’industria manifatturiera. Per aiutare i settori maggiormente colpiti dalla a guerra commerciale, il governo ha inoltre annunciato lo stanziamento di 4,6 miliardi di euro (7,5 miliardi di dollari canadesi) destinati a sostenere la liquidità delle imprese e a rafforzare i sussidi di disoccupazione.
Martedì Trump è tornato ad attaccare il Paese confinante sulla propria piattaforma social Truth: “Il Canada sta truffando gli Stati Uniti da decenni. Hanno imposto ai nostri agricoltori dazi del 400% e oltre. Hanno causato il fallimento di molte eccellenti aziende statunitensi”, ha scritto il presidente Usa. “Per dieci anni si sono rifiutati di certificare i jet Gulfstream, finché non sono intervenuto io. Volevano che il concorrente canadese di Gulfstream ottenesse il 100% del mercato. Ho a che fare con molti Paesi, e il Canada è senza dubbio il più difficile e irragionevole. Si sentono in diritto di pretendere, ma non sono uno Stato Usa e non potranno più avanzare tali pretese”, ha attaccato. E ancora, in un secondo post pubblicato pochi minuti dopo: “Negli ultimi dieci anni, gli Stati Uniti hanno perso, in media, sessanta miliardi di dollari all’anno con il Canada. Basta così!”.










