Bruxelles – A Ceuta “la situazione è diversa da quella di inizio mese” perchè “nuovi tentativi di arrivi illegali sono stati sventati con successo” e “nuove misure sono state intraprese” per fronteggiare le ultime circostanze. Questo è ciò che ha ribadito oggi (25 agosto) il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert, in merito all’exclave spagnola dove, tra il 30 e il 31 luglio, sono entrati circa 60 mila migranti provenienti dal Marocco, provocando una crisi su cui l’Unione europea cerca ancora di venire a capo.Durante il briefing con la stampa, Lammert ha annunciato che ieri l’esecutivo ha ricevuto una richiesta formale di un “finanziamento d’emergenza” da parte della Spagna come aiuto per gli ultimi avvenimenti che l’hanno coinvolta. “Stiamo lavorando per valutare la richiesta con la massima priorità al fine di prendere una decisione rapida”, ha dichiarato il portavoce, affermando che palazzo Berlaymont è “pronto a fornire ulteriore supporto, anche attraverso le agenzie dell’UE”. La richiesta includerebbe misure volte a “rafforzare le infrastrutture di protezione e sicurezza delle frontiere”, nonché a “predisporre un’adeguata capacità di accoglienza, anche per i minori non accompagnati”. Tuttavia, “dettagli sul contenuto, sulla tempistica e sulla natura della richiesta” non sono stati dati. Tra le priorità d’azione, il portavoce ha menzionato inoltre le “circa mille persone ancora presenti a Ceuta”, per cui l’Unione punta a “garantire il rapido rimpatrio di tutti coloro che si trovano illegalmente”.Anche riguardo alla sospensione dell’area Schengen da parte di Italia e Spagna non sono pervenute molte informazioni. A partire dal 1° agosto 2026, l’Italia ha sospeso temporaneamente l’accordo di Schengen per i collegamenti con la Spagna, scatenando una crisi diplomatica che spinto il governo di Madrid a introdurre controlli analoghi sugli arrivi dall’Italia. Lammert ha dichiarato che la scorsa settimana la Commissione ha ricevuto delle “notifiche temporanee” da parte dei due Stati, che “rimarranno in vigore fino all’inizio di settembre”.Sulle richieste da parte di alcuni politici italiani che chiedono un risarcimento per il rimpatrio dei migranti provenienti da movimenti secondari, in linea con le regole di Dublino e il nuovo Patto sulla migrazione, il portavoce si è limitato a vantare gli “ottimi risultati” del nuovo “approccio alla migrazione” dettato dal Patto migrazione e asilo. Di recente, Germania, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia e Irlanda hanno annunciato che ricominceranno a mandare in Italia i richiedenti asilo che provengono dal Bel Paese. Si tratta dei cosiddetti ‘dublinanti’, migranti che hanno chiesto la protezione internazionale nello Stato dove sono approdati. Questi, dopo esser stati identificati, non si sono fermati nel Paese di arrivo ma si sono successivamente spostati in un altro Stato. Lammert non ha commentato, ma ha evidenziato che “i trasferimenti di responsabilità fanno parte del quadro più ampio delle nuove norme e vanno di pari passo con gli elementi di solidarietà previsti dal Patto”.