Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiTra meno di un mese entreranno in vigore in Italia le nuove regole europee per rendere più chiari e verificabili tutti i messaggi che le aziende diffondono tramite prodotti, confezioni e negozi per convincere i consumatori che le loro marche sono poco, per nulla o meno che in passato dannose per l’ambiente. Stop quindi a nomi di brand, comunicazioni, simboli e immagini varie non obbligatori per legge ma che, genericamente, le imprese veicolano autonomamente con il significato di «green» o «sostenibile» senza fornire prove certificate e riconosciute. Stop anche alle auto-asserzioni di essere «carbon neutral», magari perché la loro produzione ha comportato emissioni di CO2 compensate con una quantità evitata in altri procedimenti (ma non le ha ridotte di suo). Basta pure a claim di sostenibilità riferiti all’intero prodotto ma, in realtà, collegabili solo a una parte di esso. Di contro, d’ora in poi le aziende dovranno riportare tutte le più importanti informazioni delle loro referenze, comprese quelle sulla durabilità e riparabilità dei prodotti.

Il quadro generale: meno narrazione e più dati certificati