Alla vigilia della scadenza il governo si è riunito in videocollegamento. Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti hanno fatto il punto sul caro carburanti. La decisione: domani un nuovo Consiglio dei ministri dovrebbe prorogare di qualche giorno le misure già in vigore, per guadagnare il tempo necessario a mettere a punto un provvedimento più mirato. Quella che scade domani sarà dunque una proroga tecnica. L'obiettivo dichiarato è un intervento concentrato sulle fasce di reddito più esposte, così da rendere il sostegno più selettivo. Finora lo schema è stato orizzontale: 17 centesimi al litro sul gasolio, 14 di accisa e 3 di Iva, introdotti con il decreto di fine luglio, prorogati dal Cdm del 4 agosto fino al 25 con 245 milioni raschiati dai bilanci dei ministeri – “abbiamo tagliato un po' di spese ai ministeri, non erano molto contenti”, aveva ammesso Giorgetti – e allungati fino al 26 dal decreto firmato il 20 agosto, che recupera l'extragettito Iva attraverso il meccanismo delle accise mobili. Il conto corre: circa dieci milioni al giorno, con un totale di oltre due miliardi spesi da marzo a oggi.Nel frattempo i prezzi continuano a salire. Secondo l'Osservatorio del Mimit, oggi sulla rete stradale la verde viaggia a 2,015 euro al litro e il gasolio a 2,136. Il Codacons segnala punte oltre 3,1 euro per il diesel servito sulla A22. Il Brent resta sopra i 90 dollari al barile, sospinto dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz, e la filiera scarica a valle con la consueta asimmetria: rapidissima quando il greggio sale, lentissima quando scende. Le opposizioni battono sul tasto delle coperture. “Basta soluzioni-tampone”, ha detto ieri Elly Schlein, chiedendo di tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Il governo, intanto, si prende qualche giorno in più.