La Siria esce dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo degli Stati Uniti. La decisione, formalizzata dal Dipartimento di Stato americano, segna un ulteriore passaggio nella svolta impressa dall’amministrazione di Donald Trump nei rapporti con Damasco e apre nuovi margini per gli investimenti e la ricostruzione del Paese dopo oltre un decennio di guerra civile.

La rimozione era stata annunciata da Trump a luglio e diventa ora effettiva dopo il periodo previsto per l’entrata in vigore. La Siria era inserita nella lista americana dal 1979, una classificazione che aveva contribuito a limitarne l’accesso ai finanziamenti, agli investimenti e alle transazioni internazionali.

Contestualmente, Washington ha revocato anche la designazione di Hayat Tahrir al-Sham (Hts) come organizzazione terroristica globale. Il gruppo, già noto come Fronte al-Nusra, è stato a lungo il principale movimento armato guidato da Ahmed al-Sharaa, oggi presidente siriano, nella guerra contro il regime di Bashar al-Assad.

La svolta voluta da Trump

La decisione americana rappresenta l’ultimo tassello di un progressivo riavvicinamento tra Washington e le nuove autorità di Damasco dopo la caduta di Assad, nel dicembre 2024. Trump aveva già annunciato l’intenzione di rimuovere la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo e aveva successivamente sostenuto un ulteriore alleggerimento delle sanzioni americane.