Il calo delle nascite fa tremare il continente, ma per la Rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli, ci sono segnali che l'Italia ha ancora le carte in regola per guardare al futuro

Prima sei milioni in meno, poi venti milioni in meno, fino al traguardo di fine secolo con una voragine di trentatré milioni di giovani spazzati via dalla crisi demografica dell’Unione Europea. Purtroppo, quella che sembra essere una semplice statistica sul calo delle nascite, è la radiografia di una società che sta rimpicciolendo a vista d’occhio. E i primi scossoni si sentono. Soprattutto dove si costruisce il futuro: nelle aule scolastiche e nei corridoi degli atenei.

Crisi demografica e università: l’allarme lanciato dal palco di Rimini

Lo scenario emerso durante l’ultimo Meeting di Rimini per l’amicizia fra i popoli, attraverso l’analisi della rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli, mostra un’Europa costretta a fare i conti con un’emorragia demografica senza precedenti. Una trasformazione radicale, destinata a ridisegnare i sistemi economici, la sostenibilità sociale e le dinamiche dell’istruzione universitaria.

La trappola delle aule da riempire