Iryna Mudra è stata condotta fuori dall’aula attorniata da quattro agenti. Poco prima, attorno alle 9.00, l’Alta Corte Anti-corruzione di Kiev ha stabilito per l’ex vicecapo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky la custodia cautelare per 60 giorni e il pagamento di una cauzione da 20 milioni di grivne, circa 380 mila euro. La giurista è coinvolta in entrambi i principali filoni alla base di “Forrest Gump“, una delle due inchieste che dal 19 agosto hanno colpito la cerchia più ristretta del presidente ucraino. Il suo è il secondo arresto eccellente in poche ore, dopo quello di Viktor Dubovyk, capo della Direzione per la politica giuridica del capo dello Stato.

Secondo l’Autorità nazionale (Nabu) e la Procura specializzata anti-corruzione (Sapo), Mudra avrebbe fatto parte di una “organizzazione criminale” guidato dall’ex parlamentare Maksym Mykytas, sul quale pendono già diversi procedimenti giudiziari, e dal deputato Vadym Stolar, oggi latitante, che all’inizio di giugno sarebbe riuscita a mettere “sotto controllo” la governance di Sense Bank, istituto di credito nazionalizzato nel 2023. Grazie anche al coinvolgimento di figure apicali, tra cui il presidente del consiglio di sorveglianza, il gruppo avrebbe utilizzato la banca per riciclare 150 milioni di grivne (2,9 milioni di euro) di provenienza illecita destinate a pagare la maxi-cauzione per l’ex ministro dell’Energia e della Giustizia Herman Galushchenko , arrestato a febbraio nell’inchiesta “Midas“. L’organizzazione avrebbe anche messo a segno operazioni di raiding, prendendo il controllo di alcune aziende e dei loro beni immobili mediante accessi informatici abusivi e con la copertura di funzionari del ministero della Giustizia.