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Il governo blocca per 45 giorni la Sea-Watch 5. L’accusa è di aver recuperato sei persone senza informare il centro libico competente, come previsto dalla normativa vigente. Qualsiasi attività di recupero, infatti, deve avvenire sotto il coordinamento degli Stati di competenza e non su iniziativa delle singole Ong. Detto ciò, il brand teutonico dell’accoglienza non ci sta e se la prende con l’esecutivo, accusando addirittura l’Italia e l’Europa di dare «legittimità e protezione» ai criminali africani e non a chi, al contrario, agisce per scopi umanitari.
Non manca, ovviamente, la stoccata nei confronti dell’esecutivo che, a loro dire, sarebbe «incapace di rispondere ai problemi degli italiani».
Sinistra disperata sull'immigrazione. Fa quasi tenerezza. Quasi
La verità, però, è un’altra, ovvero che il governo Meloni abbia chiesto semplicemente di rispettare la legge. Ed è qui che casca l’asino. Secondo i dati in nostro possesso, l’organizzazione avrebbe violato per ben sei volte le regole. Già l’8 marzo del 2024 non sarebbero state rispettate le indicazioni dell’Autorità di Tripoli. La condanna: un fermo di 20 giorni, poi sospeso in via cautelare. Sulla questione ci sarà un’udienza il 10 settembre.












