Arezzo, 25 agosto 2026 – Terre in Festival propone un progetto culturale diffuso, capace di mettere in relazione arte, territorio e comunità che ha reso la cultura uno strumento di incontro, partecipazione e valorizzazione della Valtiberina Toscana. Un progetto che abita il territorio portando il teatro e le arti performative nei luoghi più significativi della vallata: attraversa i Comuni di Sansepolcro, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Caprese Michelangelo, Sestino, Badia Tedalda e Anghiari, costruendo una geografia culturale che invita il pubblico a vivere la Valtiberina come un unico grande territorio di cultura. TERRE IN FESTIVAL ha preso il via lo scorso 1° agosto e si svilupperà sino al 6 settembre 2026, con un programma che intreccia tradizione e contemporaneità. Prosegue la programmazione, avvicinandoci alla conclusione del festival che in questa edizione ha visto un’ottima partecipazione di pubblico e coinvolgimento della comunità della vallata.
Quest’anno riprende la collaborazione con il Festival delle Nazioni di Città di Castello, che vede Laboratori Permanenti impegnata nella coproduzione di ENOCH ARDEN melologo per voce e pianoforte op. 38 che andrà in scena venerdì 28 agosto alle ore 18.30 ad Anghiari presso l’Auditorium Mascagni; musica di Richard Strauss, testo di Alfred Tennyson, voce recitante Caterina Casini accompagnata al pianoforte dal Maestro Marco Scolastra Un intenso melologo per voce recitante e pianoforte composto da Richard Strauss nel 1897 sul testo poetico scritto nel 1864 da Lord Alfred Tennyson, poeta inglese. L’opera unisce parola e musica in una forma espressiva particolarmente suggestiva: la voce narra su una partitura che amplifica emotivamente il racconto. Un’opera di rara intensità, che fonde teatro, poesia e musica in un’esperienza profondamente umana e toccante. Caterina Casini così ci parla dell’opera «Nello studio di questo melologo mi è indispensabile l’inquadratura culturale e storica della sua data di nascita, quel tardo romanticismo tedesco che tiene in bilico una recitazione appassionata e i preamboli di un ‘900 musicale e teatrale in cerca di nuove astrazioni. Poiché il tema di fondo è il destino, l’andatura interpretativa ha una sua corrente ineluttabile che porta avanti la storia, su partitura, in un crescendo temperato che sa di presagio, fino al finale».






