Da mondo degli aspirapolvere alle supercar elettriche? L'idea di Dreame non sembrava impossibile, non fosse altro perché pochi anni prima Xiaomi aveva fatto lo stesso, ed oggi conosciamo il successo delle sue auto elettriche.

Ma Dreame era andata oltre, puntando al settore delle supercar, cercando di stupire tutti durante il CES di Las Vegas dello scorso gennaio, e poi ancora con annunci roboanti ad aprile, con una vettura in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 0,9 secondi. Oggi invece arriva lo stop alle attività della divisione automotive, prima ancora di aver prodotto una singola auto.

Secondo quanto ricostruito dai portali auto.ce.cn e carnewschina, a maggio i quasi 1.000 dipendenti della divisione avevano iniziato a diminuire, a causa di numerosi licenziamenti, ed oggi scopriamo che i pochi dipendenti rimasti erano in realtà legati ai soli settori finanziari, legali e delle risorse umane. Questo perché erano incaricati di chiudere tutto e sanare le posizioni debitorie con i fornitori.

Quella che era soprannominata "Rocket Car", era in realtà un bluff. Niente super accelerazione, niente batteria con densità di 450 Wh/kg, la Dreame Nebula era solo un grosso modellino, comprato da una società specializzata con sede a Shanghai, e praticamente senza telaio, mossa solo da piccoli motori telecomandati per far scena. Tutte rivelazioni fatte da ex dipendenti anonimi.