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Stefano Righi

Il ceo del gruppo, Carlo Messina, guarda avanti e punta dritto all’assemblea del 10 settembre. La partita diventa strategica per il futuro, perché in gioco oltre a 1.300 agenzie bancarie c’è il 13 per cento delle Assicurazioni Generali

Concretezza. Intesa Sanpaolo chiede di guardare ai fatti e di attenersi alle regole. La ridda di voci che la scorsa settimana ha attraversato i mercati non è riuscita a muovere di un centimetro la prima banca italiana dalla propria posizione, comunicata ai mercati lunedì 8 giugno: offerta mista, composta da azioni più contanti, sulla totalità delle azioni del Monte dei Paschi di Siena. Banca che entrerebbe nel perimetro di Intesa Sanpaolo, che è già pronta a scorporare 635 sportelli bancari da girare al gruppo Unipol, primo azionista di Bper Banca, che dovrebbe essere il destinatario finale di quelle agenzie.

Operazione che, così come è stata presentata, segnerebbe la fine della banca più antica del mondo, visto che Bper si è già premurata di dire che utilizzerebbe le livree del Monte, ma senza più fare riferimento a Siena. Apriti cielo. Vinti forse, ma cancellati e ridotti in schiavitù mai, hanno iniziato a dire in Toscana, organizzando la controffensiva. Ma i mezzi sono pochi e gli alleati hanno geometrie variabili. Così, mentre la Consob ha brillato per assenza nel corso di una settimana che ha sussurrato di tutto nelle orecchie degli operatori e degli osservatori di mercato, Intesa Sanpaolo rivendica il proprio ruolo di supporto all’economia del Paese, avvicinandosi a grandi passi all’assemblea dei soci di giovedì 10 settembre. In quella sede verrà votato il mandato al consiglio di amministrazione per emettere nuove azioni al servizio dell’operazione che si andrà a concludere senza alcun esborso da parte degli azionisti di Intesa.