Pubblicato il: 25/08/2026 – 10:34

COSENZA Sono passati due anni. Ma per chi l’ha conosciuta il tempo non ha cancellato il vuoto lasciato da Ilaria Mirabelli, designer, modella e appassionata di moda, nonché tifosa del Cosenza Calcio. Oggi amici, familiari e tifosi del Cosenza si ritroveranno alle 17.30 in via degli Stadi per ricordarla. Un appuntamento nel luogo che richiama una delle passioni più forti della giovane cosentina, prima di spostarsi a Laurignano, dove sarà celebrata una messa in sua memoria.Ilaria aveva 38 anni quando la sua vita si è fermata il 25 agosto 2024, sulla strada della Sila. L’auto sulla quale viaggiava con Mario Molinari è uscita fuori strada. Il corpo della donna è stato trovato a circa cinquanta metri dal punto dell’impatto. Da quella notte è cominciata una vicenda giudiziaria che non ha ancora scritto la parola fine.In un primo momento la Procura di Cosenza aveva aperto un fascicolo contro ignoti. Poi gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente e sulla Volkswagen Up sulla quale viaggiavano Ilaria e Molinari hanno portato l’uomo sul registro degli indagati. La Procura sostiene che fosse lui alla guida dell’auto. Molinari ha sempre respinto questa ricostruzione e ha sostenuto invece che al volante ci fosse Ilaria, parlando di un incidente.Il procedimento è arrivato davanti al giudice dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura. Nel dicembre 2025 Mario Molinari è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio stradale aggravato. Poi, nel marzo di quest’anno, è arrivato un passaggio processuale importante. Il procedimento, inizialmente affidato al giudice monocratico, è passato al tribunale collegiale. La decisione è arrivata dopo l’eccezione sollevata dalla parte civile: il reato contestato, aggravato dalle circostanze relative all’alcol e all’assunzione di stupefacenti, è stato ritenuto di competenza collegiale.Ma oggi è il giorno del ricordo. Quello di una giovane donna conosciuta per il suo carattere, per le sue passioni, per il legame con il Cosenza e con la sua città. Il calcio è rimasto uno dei fili attraverso i quali amici e tifosi continuano a raccontarla. E proprio lì, in via degli Stadi, il suo nome tornerà a essere pronunciato da chi l’ha conosciuta e da chi, anche senza averla incontrata, ha imparato a riconoscerne la storia. (redazione@corrierecal.it)