A meno di tre settimane dall'evento dell'8 o 9 settembre, circolano le prime reazioni di chi ha già maneggiato il dispositivo. Il giudizio più severo riguarda la fotocamera: mancherebbe il teleobiettivo che equipaggia gli iPhone Pro
C'è qualcosa di quasi cerimoniale nell'attesa che da anni accompagna il presunto iPhone pieghevole: una promessa rinviata di stagione in stagione, fino a diventare quasi un genere narrativo a sé, con le sue smentite, i suoi falsi allarmi, i suoi analisti pronti a giurare che «stavolta è la volta buona». Questa volta, però, gli indizi si sono fatti troppo numerosi e troppo concordanti per essere liquidati come l'ennesimo miraggio. Apple lavora da oltre un decennio a un iPhone pieghevole e tutte le fonti principali indicano l'autunno 2026 come finestra di lancio. Un'ipotesi ulteriormente sostenuta dal fatto che il dispositivo sembra essere già passato nelle mani di un gruppo ristretto di persone, prima ancora che Apple lo mostri sul palco del Keynote di settembre. Lo riferisce Mark Gurman di Bloomberg, la fonte più accreditata su tutto ciò che riguarda i piani interni dell'azienda di Cupertino: chi ha potuto testarlo descrive un oggetto che entra in tasca senza ingombro e una cerniera che restituisce una sensazione di robustezza, lontana dai timori di fragilità che per anni hanno accompagnato la categoria dei foldable. Non sono mancate, però, prime perplessità, concentrate soprattutto su un capitolo: quello della fotocamera.







