Fanno tenerezza, i giovani alberi rinsecchiti, le braccine affamate d’acqua alzate al cielo quasi in preghiera, le foglie marroni ancora appese solo per una miracolosa ostinazione. L’autunno, per loro, sembra arrivato in anticipo. Sfigurano, poverelli, di fronte ai maestosi cedri del Libano, protagonisti indiscussi del tondo Valentini, polmone verde che dà almeno un poco di ossigeno a piazza Mercatale, per il resto una distesa di cemento e automobili. I nuovi alberi già secchi sono finiti al centro del nuovo ‘alert’ lanciato al Comune dal cittadino ambientalista Andrea Coveri, dopo quello sugli alberi tagliati, da viale Montegrappa a via Firenze: attenzione, dice Coveri, serve cura e manutenzione.
Allarga il discorso all’intera piazza, "una piazza mai veramente amata dalla politica locale", Paolo Sanesi, presidente di AttivaPrato. Una piazza sfortunata, "spesso sfruttata, raramente valorizzata". Perché negli anni dice, "è mancata la buona politica, sono mancate le idee, sono mancate le funzioni capaci di restituire vita allo spazio". Eppure il Mercatale è nel cuore dei pratesi che in quella piazza, di fatto, hanno sublimato il concetto di "partecipazione". Sanesi riavvolge il nastro, e torna al 2006, al progetto che avrebbe cancellato il giardino. E alla battaglia proprio per salvare gli alberi. Quell’anno il Comune "decise di costruire un parcheggio sotterraneo proprio sotto le alberature di piazza Mercatale, accantonando il precedente progetto della ditta Amaltea che lo prevedeva davanti alle Poste, in via Arcivescovo Martini". E così via ai grandi rendering che a marzo invasero la città mostrando il nuovo parcheggio nel progetto targato Asm: "Una piazza completamente priva del suo spazio verde. Quasi cento alberi, da decenni luogo d’incontro, ombra e ristoro per i cittadini, sarebbero stati abbattuti e sostituiti da filari di piccoli alberi ornamentali, in una grande spianata assolata, funzionale soprattutto al parcheggio sotterraneo. Sarebbe scomparso per sempre anche il bellissimo giardino ideato e progettato dall’architetto pratese Giuseppe Valentini intorno al 1817. E con il giardino i lecci e i cedri del Libano al centro dell’ovale e tutt’intorno i tigli che, con il loro profumo, annunciavano ogni anno l’arrivo dell’estate", ricorda Sanesi.








